Una delle migliori seghe mai fatte contornate da molta sborra: una donna matura masturba una ragazzo più giovane di lei con l’unico intento di mostrargli come l’esperienza possa fare la differenza

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Descrizione

Stringeva le mie mani le accarezzava e mi diceva che ero diventato un bel giovane chiedendomi chissà quante belle fighe fossero innamorate di me. Alla mia età si è come un vulcano, un terremoto, e mentre parlava mi accorsi che le sue gambe premevano vicino alle mie, mi sfiorava appena con le sue mani le braccia, sorrideva, quelle mani iniziarono a toccarmi il viso, il mento le orecchie, gli occhi, riprese i due bicchieri e li andò a riempirli, no grazie donna Luisa ma io non bevo, sentii che rideva, ma che vuoi che sia un poco di nocino fatto in casa, i suoi passi dalla cucina si stavano avvicinando verso di me, non la vedevo, era dietro la poltrona, sentii le sue dita bagnate di liquore che si avvicinavano alla mia bocca, stropicciava le mie labbra carnose, con l’altra mano infilata sotto il maglione mi accarezzava le spalle mi toccava la schiena, scendeva verso l’osso sacro, emetteva gemiti di goduria, passò dopo poco a baciarmi il volto, lo leccava, la sua lingua entrava nelle orecchie, negli occhi, mi teneva la testa ben salda alla sedia per infilarmela in bocca piena di saliva, iniziò a toccarmi le gambe, ad un tratto la sua gamba s’infilò tra le mie cosce, poi l’altra, mi leccava il viso, prese la mia mano e se la portò al seno, teneva due zizze grosse, iniziai a toccarle, gemeva, gli toccavo il seno, dal seno passavo alle spalle fino a toccargli le natiche, miagolava, e tra un lamento e l’altro alzandosi leggermente riuscii a toccargli il culo, si, si, mi piace, più affondavo le dita nel culo più si eccitava, mi prese la mano dal culo la mise in bocca, la insalivò, continua, mi arriva, godo, ero arrapato, le lingue entravano ed uscivano dalle nostre bocche, le toccavo le gambe, le chiudeva e le riapriva con lo stesso ritmo della mia mano che era entrata tutta in quel bel culo, eravamo nudi come due vermi, mi leccava il petto, appoggiò la bocca sopra il cazzo duro, non lo spompinò però, si limitava a baciarlo e succhiarlo, volevo togliere la mano dal suo culo, toccargli la fica ma che fai, godo, anzi, più dentro vai più è arrapante, mi stai distruggendo il culo, si, si, io entravo ed uscivo, che bello, ha, ha, si, forza, mi fai godere come una cagna, sento il prurito, mi arriva, prese il cazzo si mise a novanta gradi e lo infilò in quella fornace infernale, trombami, le presi le mammelle mentre il cazzo entrava ed usciva dal culo, non si saziava mai, si, si, che bello sentire un cazzo nel didietro, scopami, e quando le palle sbattevano violentemente sul culo s’inarcava per sentirlo meglio rovistare. Mentre lei godeva ogni tanto prendeva le mie palle e le stringeva forte, mi accarezzava le cosce, mi voleva forse distogliere, aveva forse paura che venissi presto, pensavo io, possiamo stare a fottere a tempo indeterminato.